Anche ad Avigliano, anche nel comune della Provincia di Potenza, il culto in onore della Vergine del Carmine è legato ad una serie di calamità naturali, in occasione delle quali la Madonna stessa avrebbe chiesto di essere venerata il 16 luglio.

La statua della Vergine è condotta a spalla, in una “Cona”, una custodia, il suo peso è notevole perché portata in processione ricolma di oro. Il pomeriggio del 15, infatti, secondo un particolare rito di vestizione, riempita di tutti gli oggetti donati dai devoti, ancora un gesto di amore che si ripete, in senso inverso, la sera del 16.

Non si può quantificare il flusso di gente che sale al Carmine. Nel corso della processione si distinguono le caratteristiche costruzioni di ceri, “i cinti”, scheletri ricoperti di candele, che raffigurano le facciate delle chiese di Avigliano. Realizzate da un artigiano locale, questi castelli di cera sono portati a spalla, a piedi, da un numero di persone che varia a seconda della grandezza.

Edificato nel XIX secolo in onore della Vergine, il santuario dista circa otto chilometri da Avigliano ed è calato in un paesaggio di rara bellezza con vista sul monte Vulture e sui Laghi di Monticchio.

La sua origine è antica ed è legata alla storia e alle vicissitudini del popolo di Avigliano, secondo le quali nel 1694 una terribile carestia, prima, e un violento terremoto, poi, sconvolsero la tranquilla vita della cittadina lucana.

Gli abitanti, atterriti, trovarono riparo sulla “Montagnola”, una piccola altura poco distante dall’abitato. In quell’occasione fecero un voto alla Madonna che, se li avesse salvati, loro l’avrebbero eletta a protettrice, acquistando una statua lignea e costruendo una cappella sul luogo in cui avevano trovato rifugio. La Madonna li avrebbe ascoltati e miracolati e loro edificarono il santuario dando luogo a grandi celebrazioni in suo onore.

Da allora, ogni 16 luglio, la statua della Vergine viene portata in processione dalla Chiesa Madre del paese fino alla cappella del “Monte Carmine” e la seconda domenica di settembre, nel corso di un tragitto inverso, è ricondotta in paese, dove trascorre il periodo invernale.

Fonte: basilicataturistica.it